LINGUAGGIO

INTRODUZIONE

 

Una carta geografica e un incredibile contachilometri, gli itinerari percorsi in quasi trent'anni di lavoro dedicato al paesaggio, ai suoi orizzonti, il limite tra la terra e il cielo. Una selva di territori più ignota che oscura, riassunta e confinata nell'immaginario di troppe persone, con titoli quali: la Svizzera, Le Alpi, Le Isole. Percorrere quelle strade, conoscere le perone che la vivono, da St Tropez a Kitzbuel, Chamonix, Sion, Meribel, Bolzano, Laveaux, Garmisch, Saint Maurice, Cortina, Champorcher ma ancora Berchidda, Alghero, Pietra Santa e tantissimi altri luoghi, dando un volto alle strade, valli, laghi, a chi le abita e alle storie che si sono vissute insieme, alle dogane, ai confini, alle osterie, alle montagne, al mare somma nella tua testa un'idea di patria diversa, non tanto legata alla nazione in cui si è nati ma all'insieme di persone sparse su un territorio simile con esperienze molto vicine tra loro anche se fisicamente distanti.

 La comunicazione porta le persone a vivere, molto attraverso i media, esperienze che non appartengono all'ambiente in cui vivono, esperienze lontane si legano tra loro. Attraverso i mezzi di comunicazione, l'urbanesimo pervade le montagne e, simultaneamente, le montagne e la Natura popolano i telefonini di chi vive nelle città. Una ricerca di equilibrio e completezza. lI nostro lavoro è anch'esso ibrido, realizzato grazie a un ambiente industriale, conduce una ricerca artistica contemporanea descrivendo paesaggi e icone senza tempo della Terra.

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Per una scultura disegnata dalla luce
di Pino Mantovani 

Enrico Camanni nega che esista una «scultura di montagna»; infatti quella che così è nominata manca della «vera caratteristica della montagna: il cielo». La novità che meriterebbe a Mariagrazia Abbaldo e Paolo Albertelli di inaugurare il genere consiste, secondo l’autorevole studioso del rapporto uomo-montagna, proprio nell’aver incluso il cielo. 

Gli alberi intrecciano il futuro 

Dalle origini della Storia e probabilmente da sempre, osservando la Natura a cui appartengono, gli uomini hanno saputo immaginare cose mai esistite. Abbiamo ritratto alberi, custodi sopravvissuti ad avvenimenti diversi, con un lento processo di adattamento e metamorfosi; molto diverso dall'adattamento alla vita sul pianeta che sta utilizzando l'uomo.

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Paesaggio Disegnato
di Francesca Interlenghi

Un disegno può cogliere di un luogo, di un’aspra montagna, di un mare lontano, l’essenza strutturale che rende unico e immediatamente riconoscibile un paesaggio. È soprattutto a quello culturale, dove la natura porta le tracce dell’operato dell’uomo e ne racconta la storia, caricandosi di memorie e significati, che Mariagrazia e Paolo dedicano la loro attenzione.

La Scultura di Montagna Non Esiste

di Enrico Camanni

La scultura di montagna ha un problema: non esiste. Che senso ha parlare di scultura, o di musica, o di letteratura di montagna? Sono solo catalogazioni da riserva indiana, che denotano il bisogno degli alpinisti di starsene in un circolo chiuso ma non connotano particolari scelte stilistiche.

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Listening to Place
by Günther Oberhollenzer

There are works that transform a place. And there are works that allow it to speak. The works of Studio C&C belong to this second, rarer category. They do not enter the landscape to mark it or dominate it. Rather, they emerge from an attentive dialogue with what is already there – with the relief of the terrain, with the traces of human use, with the inherent temporalities of wood, stone, metal or water, with the light that first brings a space into being. Their art begins where design gives way to perception.